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Pratica nella vita quotidiana parte #7
PERCORSO DI MEDITAZIONE
PARTE #7

"Vita senza confini"
IN QUESTO CIBO VEDO LA PRESENZA DELL’INTERO UNIVERSO, CHE MI SOSTIENE
interessere-cibo

Nelle meditazioni guidate della settima parte del percorso che inizia oggi, coltiveremo la visione profonda dell’interessere, la realizzazione che nulla esiste come entità separata, che ogni essere umano, animale, pianta e minerale è profondamente interconnesso con tutto ciò che ha intorno a sé nel presente, con tutto ciò che esistito in passato e esisterà in futuro. Nelle parole di Thich Nhat Hanh:

“La comprensione profonda dell’interessere ci aiuta a rimuovere la discriminazione, la paura e il nostro modo di pensare dualistico. Noi intersiamo – anche sofferenza e felicità intersono – ed è per questo che la visione profonda dell’interessere è il fondamento di qualsiasi azione che possa portare pace e fratellanza e aiutare a rimuovere violenza e disperazione in noi e intorno a noi”

La comprensione dell’interessere è per la maggior parte di noi un modo nuovo di osservare il mondo in noi e intorno a noi, che non esclude ma anzi si armonizza col modo consueto con cui osserviamo le cose in quanto separate tra loro.

Oltre che nelle meditazioni guidate, possiamo gradualmente coltivare questa nuova prospettiva sulle cose in ogni momento della vita quotidiana. Questa settimana vi invitiamo a dedicare qualche momento del pasto a osservare le cose con questi nuovi “occhiali”, e riconoscere che il cibo che abbiamo nel piatto è un dono della terra, del cielo e di tanti esseri viventi, ed è frutto di lavoro, cura e amore, che è il senso profondo della prima delle “Cinque contemplazioni del cibo“.

Per qualche momento, prima di iniziare a mangiare, e magari anche masticando il cibo, possiamo riconoscere che, ad esempio, la zucchina che abbiamo nel piatto è potuta arrivare lì, davanti a noi, grazie a un numero infinito di cause e condizioni: certamente chi l’ha cucinata, chi l’ha raccolta, ancor prima chi l’ha seminata, e poi la terra che le ha permesso di crescere insieme alla luce del sole, all’acqua, e così via. E ognuno di questi elementi ha potuto contribuire al processo che ha portato quella zucchina nel nostro piatto anch’esso grazie al contributo di infinite cause e condizioni. Se anche solo una di queste condizioni fosse mancata, quella zucchina non sarebbe lì ora, a nostra disposizione.

Questo modo di osservare le cose ci aiuta a non considerare ogni essere vivente come un’entità solida e separata, ma piuttosto come un processo che si estende nel tempo e nello spazio, alla cui “forma” attuale hanno contribuito e continueranno a farlo infiniti elementi, in una rete di vita illimitata. Quando nel profondo di noi stessi riconosciamo con chiarezza questa realtà, nasce spontaneamente in noi una profonda comprensione e compassione per noi stessi e per ogni essere vivente.

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