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Come prepararsi a meditare?

Per poter sviluppare il processo di meditazione in tutta la sua profondità, è necessario prendersi cura di alcuni aspetti. Tra questi, un aspetto fondamentale è fare in modo che il nostro sistema corpo-mente sia quanto più possibile in uno stato di equilibrio e armonia.

Questo su un piano energetico significa che non siamo né troppo stanchi, con poca energia e spenti, né troppo agitati. Su un piano emotivo questo implica invece che non siamo sopraffatti da preoccupazioni, da problemi apparentemente irrisolvibili o situazioni di conflitto nell’ambiente in cui viviamo.

La situazione ideale è sentirci vitali, svegli e allo stesso tempo rilassati, centrati in noi stessi e con la mente “libera” per la pratica. La meditazione, infatti, non è una sorta di rilassamento superficiale, anche se uno stato rilassato e non preoccupato è il prerequisito per la meditazione! Per meditare occorre avere abbastanza energia.

Molti di noi, davanti a questa prospettiva, staranno magari già pensando di lasciar perdere… Un attimo!🙂 Questa è solo la situazione ideale, la direzione verso la quale ci orientiamo, accogliendo allo stesso tempo il fatto che spesso, per la maggior parte di noi, questo equilibrio non è affatto presente e, anzi, ci sediamo in meditazione proprio con l’augurio di realizzarlo!

Va bene così, è normale. Quello che conta è avere chiaro come stanno le cose e trovare modi per avvicinarci sempre più a quell’equilibrio energetico ed emotivo. Grazie a questa consapevolezza, quando ci sederemo in meditazione dopo una giornata (o una nottata) faticosa fisicamente e/o emotivamente non ci stupiremo del fatto che tendiamo ad appisolarci e/o che la mente è sovraffollata di pensieri. È normale, è così! E allora, cosa possiamo fare?

Un aiuto ci può venire da alcuni esercizi che ci preparino alla meditazione, in modo, per quanto possibile, da mettere il nostro sistema corpo-mente in uno stato in cui possiamo prenderci cura del corpo e della mente con gioia e facilità; esercizi che ci aiutino a trovare uno stato energetico ed emotivo quanto più equilibrato possibile.

Allo stesso tempo ci possono essere d’aiuto pratiche che ci consentano di vivere nel quotidiano con la testa quanto più libera possibile da pensieri e preoccupazioni, in modo che quando ci sediamo in meditazione i pensieri e le preoccupazioni residui possano essere consapevolmente lasciati andare.

Come primo passo, possiamo cominciare da qualche semplice esercizio da praticare subito prima di iniziare la meditazione. Come preparazione possiamo influenzare delicatamente il respiro, rendere il respiro un po’ più profondo e lento, con grande delicatezza, mettendo sempre la massima attenzione nel non forzare in alcun modo, nel rimanere sempre assolutamente rilassati e a nostro agio.

Ci sono moltissime valide tecniche per armonizzare il respiro, specialmente nella pratica dello Yoga. Noi da tanti anni utilizziamo una tecnica molto semplice, che si chiama “Respiro di coerenza”, alla quale magari in futuro dedicheremo uno spazio spcifico. Si tratta essenzialmente, se fisiologicamente compatibile col nostro stato di salute, di arrivare gradualmente a respirare a un ritmo respiratorio lento, nel quale inspirazione ed espirazione abbiamo la stessa specifica durata (circa 6 respirazioni complete al minuto), senza alcuna ritenzione a vuoto, cioè senza una pausa (se non quella spontanea) tra inspirazione ed espirazione. Abbiamo sperimentato nel tempo che anche solo 10 o 20 minuti di questa pratica respiratoria generano in noi un maggiore senso di equilibrio energetico ed emotivo.

Allo stesso tempo, abbiamo sperimentato che, a prescindere da qualsiasi tecnica, quando siamo agitati ci è d’aiuto allungare un po’ l’espirazione rispetto all’inspirazione, mentre quando abbiamo un’energia fisica bassa ci aiuta, al contrario, allungare un po’ l’inspirazione rispetto all’espirazione.

Possiamo sperimentare questa delicata influenza sul respiro anche al di fuori della meditazione “formale” (sempre con molta delicatezza!), magari quando ci sediamo a un bar per fare una pausa dal lavoro, anche solo per pochi minuti.

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“Il paradosso curioso è che possiamo davvero cambiare solo quando ci accogliamo per ciò che siamo”. Quando smettiamo di fare resistenza, di lottare contro ciò che siamo, qualcosa dentro di noi si rilassa. Resistere a ciò che siamo, a ciò che accade, alla vita, non fa altro che rafforzare ciò a cui resistiamo.

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