Skip to main content Scroll Top

Il soldato che avvelenò cinque bambini

Vi proponiamo la lettura di un estratto del discorso tenuto da Thich Nhat Hanh a Plum Village il 10 maggio 1998

“Durante la guerra del Vietnam c’era un soldato americano pieno di rabbia, perché la maggior parte dei soldati della sua unità veniva uccisa in un’imboscata dai guerriglieri vietnamiti; tutto questo avveniva in un villaggio di campagna, e a causa della sua rabbia voleva vendicarsi, voleva uccidere qualcuno tra gli abitanti di quel villaggio. Così, tirato fuori un sacchetto di panini, ha mescolato dell’esplosivo al ripieno dei panini, e li ha lasciati all’ingresso del villaggio. Poco dopo alcuni bambini sono usciti da casa e hanno preso contenti quei panini, che sembravano così deliziosi, pensando che qualcuno li avesse lasciato per loro, e li hanno mangiati insieme, molto contenti.

Dopo solo mezz’ora il soldato ha visto che i bambini cominciano a mostrare segni di sofferenza. Il padre, la madre e la sorella sono venuti, e hanno cercato di aiutarli, con massaggi e medicine, ma il soldato americano che si era nascosto non lontano da lì, sapeva bene che non c’era modo di salvare quei bambini, e che sarebbero morti. Sapeva che anche se avessero avuto una macchina per trasportare questi bambini all’ospedale sarebbe stato troppo tardi. Per rabbia aveva fatto una cosa così terribile. Se la rabbia è forte in noi, siamo capaci di fare qualsiasi cosa, anche le cose più crudeli.

Quando tornò in America soffrì a causa di ciò che aveva fatto: quella scena gli apparve nei suoi sogni, e non poté mai dimenticarla. In qualsiasi momento della giornata, se si trovava solo in una stanza con dei bambini, non poteva rimanere, doveva scappare subito dalla stanza. Non poteva parlarne a nessuno se non a sua madre, che gli disse: “Beh, quella era la guerra, e in una guerra non si può impedire che queste cose accadano”. Ma questo non lo aiutò, finché non venne ad un ritiro per veterani organizzato da Plum Village in Nord America.

Per molti giorni non è stato in grado di raccontare la sua storia. È stato un ritiro molto difficile. Ci siamo seduti in cerchio di cinque o sei persone, e abbiamo invitato le persone a parlare della propria sofferenza, ma c’era chi se ne stava seduto lì senza poter aprire la bocca. C’erano veterani di guerra che erano profondamente feriti dentro di loro, e la paura e la disperazione erano ancora vivi e presenti.

Quando abbiamo fatto la meditazione camminata ne ho visto uno o due che camminavano molto indietro, almeno venti metri dietro di noi. Non capivo perché non si unissero a noi, perché camminavano così lontano. Quando qualcuno glielo ha chiesto, la risposta è stata che questi ex soldati avevano paura di essere attaccati da un’imboscata. Così camminavano molto indietro, in modo che se fosse successo qualcosa avrebbero avuto abbastanza spazio per scappare. Un veterano di guerra aveva allestito una tenda nel bosco e, per placare la paura, aveva messo trappole esplosive attorno alla sua tenda. Questo avveniva in un ritiro in Nord America… Continuava a vedere dentro di sé e attorno a sé i guerriglieri, pronti ad ucciderlo in qualsiasi momento.
Alla fine quel veterano americano della guerra del Vietnam potè raccontarci la storia degli esplosivi messi nei panini. E’ stato molto bello per lui poterlo raccontare, soprattutto di fronte a un gruppo di vietnamiti, i suoi ex nemici.

Ho avuto una conversazione privata con lui e gli ho dato questo suggerimento: “Ora, guarda, hai ucciso cinque bambini, d’accordo. E questa non è una buona cosa da fare, certo. Ma non sai che molti bambini stanno morendo in questo stesso momento, ovunque, anche in America, per mancanza di medicine, di cibo? Lo sai che 40.000 bambini muoiono ogni giorno nel mondo, solo per mancanza di medicine e di cibo? E tu sei vivo, sei solido fisicamente. Perché non usi la tua vita per aiutare i bambini che muoiono in questo momento? Perché farti bloccare dai cinque bambini che sono morti in passato? Se vuoi, ti dirò come salvare cinque bambini oggi, ci sono molti modi. Ci sono bambini che hanno bisogno di una sola compressa di medicina per essere salvati, e tu puoi essere quello che porta quella compressa a quel bambino o a quella bambina. Se pratichi così ogni giorno, i bambini che sono morti a causa degli esplosivi sorrideranno dentro di te, perché quei cinque bambini avranno partecipato al tuo lavoro di salvare molti bambini che stanno morendo in questo momento”.

Così, si è aperta una porta, in modo che quell’uomo non è stato più intrappolato nel senso di colpa. Questa è *amrita*, l’ambrosia della compassione, della saggezza, offerta dal Buddha: c’è sempre una via d’uscita.

Così quel veterano di guerra ha praticato ed è stato in grado di aiutare molti altri bambini nel mondo. È tornato in Vietnam, ha fatto un lavoro di riconciliazione, e i cinque bambini che sono morti hanno cominciato a sorridere dentro di lui e a diventare tutt’uno con lui.

All’inizio era un’immagine angosciante, ma ora i cinque bambini sono diventati vivi, sono diventati l’energia che lo aiuta a vivere con compassione, con comprensione. La spazzatura può essere trasformata in fiori se sappiamo come farlo.”

Quel soldato si chiama Claude Anshin Thomas ed è ora un monaco zen. Tiene conferenze sulla non-violenza in tutto il mondo, scrive libri, tra i quali in Italiano “Una volta ero un soldato. Dall’orrore del Vietnam all’incontro con il buddhismo”

Ultimi articoli
Clear Filters

“Il paradosso curioso è che possiamo davvero cambiare solo quando ci accogliamo per ciò che siamo”. Quando smettiamo di fare resistenza, di lottare contro ciò che siamo, qualcosa dentro di noi si rilassa. Resistere a ciò che siamo, a ciò che accade, alla vita, non fa altro che rafforzare ciò a cui resistiamo.

“Il paradosso curioso è che possiamo davvero cambiare solo quando ci accogliamo per ciò che siamo”. Quando smettiamo di fare resistenza, di lottare contro ciò che siamo, qualcosa dentro di noi si rilassa. Resistere a ciò che siamo, a ciò che accade, alla vita, non fa altro che rafforzare ciò a cui resistiamo.

0:00
0:00
La Via della Trasformazione
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per poterti offrire la migliore esperienza d'uso possibile. Le informazioni contenute nei cookie vengono memorizzate nel browser dell'utente e svolgono funzioni quali il riconoscimento dell'utente quando torna sul nostro sito web e ci sono d'aiuto per capire quali sezioni del sito web sono più interessanti e utili per l'utente.