Cominciamo questo percorso con una pratica molto cara a Thich Nhat Hanh, la pratica del sorriso, che poi ci accompagnerà in tutto il percorso, come aiuto fondamentale per prenderci cura con accoglienza di ciò che incontriamo nella nostra vita.
Una pratica, quella del sorriso, che possiamo iniziare ad allenare fin dal risveglio, accompagnati dalla gatha:
“Svegliandomi, al mattino, sorrido.
Ho davanti a me ventiquattr’ore nuove nuove.
Faccio voto di vivere pienamente ogni momento
e di guardare tutti gli esseri con gli occhi della compassione.”
Questa gatha – e cioè questi versi per la pratica nella vita quotidiana – è contenuta nel libro “Respira! Sei vivo”, nel quale Thich Nhat Hanh prosegue scrivendo:
“Se realmente sapete vivere, cosa c’è di meglio di un sorriso per iniziare la giornata? Il vostro sorriso afferma la consapevolezza e la determinazione a vivere nella pace e nella gioia. Quanti sono i giorni che scivolano via nella distrazione? Cosa state facendo della vostra vita? Guardate in profondità e sorridete. La sorgente di un vero sorriso è una mente risvegliata.”
A volte facciamo resistenza davanti a questo invito, sorridere “a freddo” ci sembra una forzatura, ci sembra di aver bisogno di un motivo per sorridere… Prendiamolo allora come un atto di fiducia!
La cosa interessante è la seguente, ed è supportata dalla scienza: quando sorridiamo, il cervello rilascia i cosiddetti “ormoni della felicità”: endorfine, dopamina e serotonina. A quanto pare, il cervello non sa distinguere tra ciò che ci sembra reale e ciò che non ci sembra tale. Quindi, quando sorridiamo senza un motivo, anche il cervello sorride, pensa che siamo davvero felici e rilascia comunque quelle sostanze chimiche.
Si tratta di qualcosa di cui abbiamo già fatto esperienza, visto ciò che proviamo (tensione, paura e così via) quando ci preoccupiamo per qualcosa che potrebbe accadere in futuro, come ben espresso dalle parole di Mark Twain:
“Gran parte della mia vita è stata spesa a preoccuparmi di cose che non sono mai avvenute”
In genere la mente influenza il corpo, ad esempio un senso di gioia porta rilassamento nel corpo. Nei prossimi giorni possiamo fare esperienza dell’opposto, possiamo lasciare che il corpo influenzi la mente. Possiamo farlo grazie a un sorriso, lasciando che un senso di gioia possa allora manifestarsi in noi.
Possiamo fare una prova proprio adesso, mentre leggiamo queste parole! Abbandoniamo ogni imbarazzo e lasciamo emergere sul viso un cenno di sorriso, con leggerezza, morbidezza, senza sforzarci, e manteniamolo per 10, 20 o addirittura 30 secondi. Osserviamo come mutano le sensazioni nel corpo e come cambia il nostro umore.
Non abbiamo bisogno di un motivo per sorridere: al contrario, sorridiamo e così facendo lasciamo che si crei in noi uno spazio in cui la gioia possa manifestarsi spontaneamente!
Concludiamo questo invito alla pratica del sorriso ascoltando ancora le parole di Thich Nhat Hanh, tratte da “Il miracolo della presenza mentale”:
“Nei prossimi giorni quando ti svegli al mattino, prima di alzarti dal letto regalati qualche momento per portare la consapevolezza al respiro e al passaggio dal sonno alla veglia. Lentamente prendi coscienza dei suoni intorno a te, della luce e di tutto ciò che sperimenti con i sensi. Lascia che ogni respiro, in particolare ogni espirazione, calmi corpo e mente, rilassa ogni tensione e pensiero. Sei appena sveglio e puoi festeggiare con un sorriso il fatto di essere ancora vivo!
Se ti aiuta, puoi appendere al soffitto o alla parete un promemoria che ti ricordi di questa intenzione, ad esempio un post-it con scritto: ‘Sorridi!’, che puoi vedere non appena apri gli occhi.*
Prima di uscire dal letto, approfitta di quei pochi istanti per lasciarti cullare dal respiro e sorridere alla giornata che sta per iniziare. Cosa c’è di meglio di un sorriso per iniziare la giornata? Quel sorriso dichiara la tua ferma intenzione di vivere la giornata che sta iniziando nella consapevolezza, nella pace e nella gioia, godendo delle infinite meraviglie della vita.”
Una raccomandazione: anche se ci siamo accostati alla pratica da tanto tempo (ma non solo), non sottovalutiamo questa semplice pratica. Come scriveva il poeta indiano Rabindranath Tagore, essere felici è semplice, quello che è difficile è essere semplici!😊
