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Portare la consapevolezza e il sorriso nella nostra giornata

In questa seconda settimana possiamo estendere la pratica della consapevolezza e del sorriso ad altri momenti della vita quotidiana. Vediamo qualche esempio.

Quando saliamo in auto, in moto o in bici per andare al lavoro, a scuola o altrove, prima di avviarci, possiamo concederci anche solo qualche respiro consapevole per calmare corpo e mente, e metterci in connessione con il mezzo di trasporto e con l’azione del guidare che sta per iniziare. Prendiamo coscienza della posizione del corpo e lasciamo che il respiro ci aiuti a rilassare le spalle e l’addome, a rilassare i muscoli del viso in un accenno di sorriso.

In questo modo possiamo lasciar andare quel senso di pressione che magari ci spinge ad arrivare quanto prima possibile dove stiamo andando, e possiamo semplicemente goderci il viaggio. Come ci suggerisce spesso Thich Nhat Hanh, quando ci troviamo a un semaforo rosso, possiamo lasciare che quel semaforo sia per noi una “campana di consapevolezza”, qualcosa che ci invita a respirare in consapevolezza e a rilassare corpo e mente.

Possiamo vivere con questo spirito, come una campana di consapevolezza, qualsiasi altra situazione quotidiana in cui qualcosa o qualcuno ci porta a rallentare o fermarci, come ad esempio la fila alla cassa del supermercato o allo sportello dell’ufficio postale: anziché percepire quella situazione come un ostacolo, possiamo approfittare di quel momento per dedicare un po’ di tempo a noi stessi, per portare la consapevolezza al respiro, calmare il corpo. Trasformando in questo modo la nostra percezione di quei momenti, con ogni probabilità un sorriso sorgerà spontaneo sulle nostre labbra…

Una volta al lavoro, a scuola, ma anche a casa, dovunque svolgiamo le nostre attività quotidiane, possiamo prenderci anche solo qualche momento per respirare in consapevolezza prima di iniziare le nostre attività. Se sediamo a una scrivania, possiamo fare qualche respiro consapevole prima di accendere il computer, iniziare il lavoro, o parlare con i compagni di lavoro o di studio. Se siamo in giro per fare delle compere, possiamo fermarci un attimo prima di entrare in un negozio e fare una piccola pausa di consapevolezza per calmarci e orientarci prima di entrare. Possiamo anzitutto lasciare che il corpo si rilassi ed emerga un accenno di sorriso sulle nostre labbra.

In quelle piccole pause, grazie alla consapevolezza del respiro, corpo e mente tornano a riunirsi e, nelle parole di Thich Nhat Hanh, “quando corpo e mente sono insieme siete realmente presenti, realmente vivi e avete l’opportunità di entrare in contatto con le meraviglie della vita proprio in quel momento, potete toccare il Regno di Dio, la Pura Terra del Buddha, entrare in contatto con la gioia. Tutto ciò che cercate è disponibile in quel momento perché il corpo e la mente sono realmente connessi tra loro.”

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“Il paradosso curioso è che possiamo davvero cambiare solo quando ci accogliamo per ciò che siamo”. Quando smettiamo di fare resistenza, di lottare contro ciò che siamo, qualcosa dentro di noi si rilassa. Resistere a ciò che siamo, a ciò che accade, alla vita, non fa altro che rafforzare ciò a cui resistiamo.

“Il paradosso curioso è che possiamo davvero cambiare solo quando ci accogliamo per ciò che siamo”. Quando smettiamo di fare resistenza, di lottare contro ciò che siamo, qualcosa dentro di noi si rilassa. Resistere a ciò che siamo, a ciò che accade, alla vita, non fa altro che rafforzare ciò a cui resistiamo.

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